La competenza tecnica porta alla soglia della leadership. Attraversarla è un percorso diverso.
Lavoro con professionisti che hanno già dimostrato il loro valore e ora si trovano in un terreno che non si attraversa con le stesse competenze che li hanno portati dove sono ora. Un nuovo ruolo, una tensione che non riescono a mettere a fuoco, un modo di lavorare che ha smesso di funzionare senza che nessuno abbia detto esattamente quando è successo.
Prenota una callNon esiste un profilo unico ma il filo comune spesso è questo: sei in transizione, di ruolo, di identità, di fase, e hai capito che fare di più non è la risposta. Serve qualcosa di diverso, e non sai ancora bene cosa.
Sei stato promosso ma nessuno ti ha detto cosa cambia davvero.
Lavori bene nel tuo campo ed ora gestisci persone, sei nelle riunioni strategiche, devi dare feedback difficili a qualcuno che fino a ieri era un collega. Le competenze che ti hanno portato dove sei non bastano più, e questo mette a disagio, anche se non lo dici, anche se continui a ottenere risultati.
Il team esiste ma il lavoro passa ancora tutto da te.
Sei il punto di riferimento per tutto: ogni decisione, ogni crisi, ogni sblocco. Non è un problema del team, o almeno non solo. C'è qualcosa nel modo in cui deleghi, o nel modo in cui non riesci a farlo, che ha a che fare con qualcosa di più profondo di una tecnica da imparare.
Ottieni risultati ma pensi sempre sia per caso o per meriti altrui.
I feedback sono positivi, eppure c'è una voce interna che non si placa con i successi, anzi, si adatta, trova nuovi argomenti. Il lavoro non è smettere di dubitare ma cambiare il rapporto con il dubbio, qualcosa di più difficile.
C'è qualcosa che non funziona ma non sai ancora cosa.
Non è un problema tecnico, né di processo. È qualcosa che riguarda il tuo ruolo, qualcuno nel team, quello che vuoi davvero dalla tua carriera, una tensione che senti ma che non riesci a mettere a fuoco abbastanza da affrontarla direttamente. E questo è esattamente il tipo di cosa su cui ha senso lavorare.
Non esiste un percorso standard. Ogni ingaggio parte da dove sei tu, non da uno schema. Lavoriamo su situazioni reali, quelle che stai vivendo adesso, non scenari ipotetici costruiti in aula.
Il coaching che faccio opera su più livelli: quello cognitivo (pensieri, credenze, pattern che si ripetono) e quello somatico, perché il corpo porta le emozioni prima ancora che la mente le elabori, e ignorarlo significa lavorare su metà delle informazioni disponibili.
Sessione conoscitiva
Parliamo. Capisci come lavoro, io capisco la tua situazione. Nessun impegno: serve a vedere se ha senso iniziare insieme.
Definizione della direzione
Costruiamo un punto di arrivo chiaro: dove sei, dove vuoi arrivare, su cosa vogliamo lavorare. La direzione può evolvere nel tempo. È normale, fa parte del percorso.
Sessioni di coaching
Sessioni individuali. Partiamo da quello che porti tu, una situazione, una tensione, un obiettivo. Lavoriamo insieme, in tempo reale, su quello che è vivo in quel momento.
Formato tipico
- Frequenza: una sessione ogni 2 settimane
- Durata: 60–90 minuti
- Modalità: video call o in presenza (Milano)
- Durata percorso: 3–6 mesi, con possibilità di proseguire, ma l'obiettivo è non avere necessità di farlo.
L'EMCC (European Mentoring and Coaching Council) è il principale ente di accreditamento professionale per il coaching in Europa.
Un coach accreditato ha documentato ore di pratica, ha lavorato con un supervisore, ed è stato valutato da un ente indipendente su competenze, etica e approccio. Non sulla base di quello che dichiara di sé, ma su quello che ha dimostrato a qualcuno che non ha interesse a promuoverlo.
Per te significa lavorare con qualcuno che ha standard verificati da terzi, non autoproclamati.
Non è formazione.
Non ti insegno modelli o framework. Puoi imparare una tecnica di comunicazione in un corso, e forse ne vale la pena. Ma cambiare un comportamento radicato, o capire perché certe situazioni ti bloccano ogni volta, richiede qualcosa di diverso.
Non è consulenza.
Non analizzo la tua organizzazione e non produco report. Se hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a strutturare il team tech o scegliere le tecnologie giuste, quello è un lavoro diverso, che faccio nel mio ruolo di Fractional CTO.
Non è per chi cerca conferme.
Il coaching non è uno spazio in cui ti dico che hai ragione. È uno spazio in cui esploriamo insieme, e quello che emerge non è sempre quello che ti aspettavi. A volte è meglio. A volte è più scomodo. Di solito entrambe le cose.
Non sai se il coaching fa per te?
La sessione conoscitiva è gratuita e senza impegno. Parliamo di dove sei e dove vuoi arrivare. Poi decidi tu.
Sei CEO o responsabile HR e stai pensando a un percorso per un manager nel tuo team? Possiamo parlarne nella stessa call: la logistica cambia, il punto di partenza no.